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Teche Rai Museo della Radio e della Televisione

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La Storia della Radio dal 1960 al 1970

Nonostante la novità e l'impatto spettacolare della neonata TV, la radio regge grazie ai trent'anni di attività consolidata e ad un pubblico affezionato e fedele che apprezza i programmi di svago generale ma anche grazie agli ascoltatori più sigenti che seguono i temi di politica e società. Il pubblico radiofonico aumenta ed ogni anno si aggiungono circa mezzo milione di nuovi abbonati. Si tratta di un pubblico in movimento, che "fa altro" e la RAI decide di caratterizzare i tre programmi per genere. Il primo si specializza sull'informazione, il secondo punta su prosa, musica e varietà e il terzo canale, ammorbidisce l'impostazione finora troppo accademica.

Anche la prosa conosce in questi anni un buon momento e dopo aver mandato in onda molti testi stranieri, si pensa ad un radiodramma nostrano che riproponga il mondo di sentimenti e di valori nazionali. La radio che è sempre più divulgativa diffonde messinscene di teatri di recente formazione come il Piccolo di Milano. Si arriva a programmare una commedia al giorno presentando anche sul Radiocorriere un vero e proprio cartellone teatrale. La RAI degli anni '60 è un punto di riferimento per il mondo delle cultura, ospitando ai suoi microfoni scrittori e intellettuali del momento.

 De Filippo: Questi Fantasmi (1954)

Nel 1962 la Presidenza del Consiglio dei Ministri affida alla RAI la produzione dei notiziari e servizi informativi per l'estero.

Ma sono anche anni importanti per quel che riguarda lo sviluppo tecnologico. Due novità avviate nel decennio precedente trovano il loro compimento. La filodifussione, distribuzione su rete telefonica a OL dei tre programmi radiofonici: musica leggera, sinfonica e stereofonia, fa della radio una vera e propria colonna sonora d'ambiente, un accompagnamento costante dell'esistenza; il Transistor, l'altra grande novità, fa della radio un oggetto piccolo e leggero che ci segue ovunque.

Nasce una cultura giovanile affascinata soprattutto dai suoni. La radio diventa oggetto di amore e odio. Ascoltata, piratata, boicottata. Il pubblico cambia e si affermano i nuovi generi: sull'onda delle manifestazioni studentesche, la voglia di chiacchera leggera approda alla radio bene interpretata dal nonsense di "Alto gradimento".

 Alto Gradimento Spot (1970)

 Giorgio Bracardi (1970)

Un programma manifesto di questo periodo è "Chiamate Roma 3131" 3 ore di trasmissione quotidiana in diretta telefonica con gli ascoltatori. Il programma nasce il 7 gennaio 1969 ed il pubblico è subito entusiasta, nei primi mesi si arrivano a contare anche dieci milioni di ascoltatori. Ai microfoni Gianni Boncompagni, Franco Moccagatta e Federica Taddei. Il secondo ciclo della trasmissione è condotto fino al 1974 da Paolo Cavallina e Luca Liguori. Nel 75 il programma viene accantonato e nel 79 prende il via "Radiodue 3131", con una pluralità di conduttori. Nel 1983 nasce "Radiodue 3131 notte". Nel 1987 , il settimo ciclo di 3131 sotto la guida di Corrado Guerzoni. Il programma cambia e Gianluca Nicoletti crea il "microfono viaggiante" del 3131.

 Alberto Sordi in Viaggi Viaggio con Boncompagni (1968)

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