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Teche Rai Museo della Radio e della Televisione

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Gli apparecchi in mostra

Agli inizi la "telegrafia senza fili" veniva utilizzata solo in ambito militare e per la trasmissione di segnali Morse. Fu soprattutto l'opera di sperimentatori e appassionati che rese possibile la trasmissione della voce nell'etere, e con la voce, della musica.

Negli anni Venti l'apparecchio radiofonico segue due indirizzi, quello semplice ed economico della radio a cristallo (solitamente a "galena") e quello più sofisticato e costoso delle radio a valvole. Inizialmente gli apparati di trasmissione erano dotati di una scarsa potenza, e gli apparecchi di ricezione erano complessi nell'utilizzo e nella manutenzione. Gli apparecchi radiofonici erano dotati di due componenti separate dal corpo principale: l'antenna ricevente e l'altoparlante (o le cuffie).

Le radio più semplici contenevano poche valvole, le più costose ne contavano di più ed erano dotate di un sistema di amplificazione diretta. La radio doveva essere sintonizzata attraverso l'orientamento dell'antenna e la rotazione di tutte le manopole, una per volta. Inoltre, le scarse capacità di amplificazione rendevano l'ascolto ancora più difficoltoso. Gli apparecchi radiofonici furono soggetti, nel corso degli anni venti, a notevoli cambiamenti strutturali. Gli apparecchi a cassetta sostituirono quelli con valvole esterne; le valvole impiegate vennero potenziate; l'altoparlante a collo di cigno venne sostituito da quello con membrana conica e spillo vibrante; sistemi a pochi comandi presero il posto dei sistemi di comando molto complessi. Alla fine del decennio l'alimentazione si ottenne direttamente dalla rete elettrica.

Nelle radio degli anni trenta l'altoparlante venne inserito all'interno del mobile radio che, fungendo da cassa acustica, rendeva il suono più caldo e armonioso. Comunque, il costo delle degli apparecchi rimaneva molto elevato, circa quattro volte lo stipendio mensile di un impiegato e addirittura sei volte lo stipendio di un operaio. Per questo motivo il regime fascista con l'intento di educare gli italiani secondo un prefissato modello di pensiero e di comportamento, introdusse sul mercato dei modelli più economici. Il primo modello prodotto fu la Radio Rurale con l'intenzione di portare la radio nelle campagne (ascolto collettivo), segui la Radio Balilla e successivamente la Radio Roma.

Con l'introduzione delle onde corte, accanto alle onde lunghe e medie, alle radio venne applicata una scala indicatrice della sintonia, detta "scala parlante". Gli apparecchi standard ricevevano solo le onde medie. Quelli di lusso, dotati di più valvole, consentivano la ricezione di diverse gamme d'onda; erano spesso dotati anche di giradischi, oltre che di vano bar nelle versioni più pregiate.

Un processo evolutivo analogo a quello radiofonico si sviluppò per la trasmissione delle immagini. I primi tentativi risalgono alla fine dell'ottocento. Solo dopo molti anni, nel 1926, un inglese di nome Baird sperimentò il sistema meccanico a disco di Nipkow, che pochi anni dopo avrebbe consentito la trasmissione delle immagini attraverso le onde elettromagnetiche: Il Baird Televisor. Il 22 marzo 1935 la Germania fu in grado di inaugurare il primo programma televisivo regolare del mondo, con uno standard primitivo a 180 linee e 25 immagini al secondo.

Nei primi anni trenta furono ideati e perfezionati anche i sistemi elettronici di scansione e riproduzione dell'immagine televisiva: l'iconoscopio e il cinescopio, a quei tempi ancora troppo costosi per essere applicati. La guerra, oltre ad interrompere le sperimentazioni della trasmissione delle immagini, bloccò anche la produzione di apparecchi radio per uso civile. Nelle case ricomparvero quelli vecchi rimodernati, necessari per ascoltare le notizie provenienti dai campi di battaglia: attraverso i Giornali Radio si affermò il ruolo informativo della radio. Con la cessazione del conflitto riprese la produzione di nuovi apparecchi radio tecnologicamente innovati.

L'invenzione del transistor ne ridusse le dimensioni; si allargò la banda udibile trasmessa grazie all'introduzione del sistema a modulazione di frequenza ; la plastica si sostituì al legno. La radio diventò più economica che in passato; assunse in casa il ruolo definitivo di fornitrice di servizi essenziali (notizie, cronache sportive, bollettini meteorologici, segnale orario) e di intrattenimento (spettacolo, conversazioni, quiz), scandendo la giornata degli ascoltatori. Perse il ruolo di status symbol ed acquisì quello di oggetto utile modesto ed efficiente.

Mentre, dal 1954, con l'inizio di programmi regolari, la televisione nel nostro paese si affiancò progressivamente alla Radio come mezzo di informazione e di intrattenimento.

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